L’Equipe di riferimento (gruppo di lavoro) è composta dal personale dipendente in servizio presso la cooperativa, fra cui operatori socio sanitari, una educatrice con funzioni di coordinamento, e una segretaria amministrativa.

FORMAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE: il gruppo di lavoro si incontra periodicamente, a cadenza quindicinale, per programmare le attività, e per monitorare e valutare i progetti personali ed i servizi erogati a favore dei fruitori del centro e/o delle persone seguite sul territorio provinciale.

La formazione è teorico-pratica per quanto riguarda la tematica della cecità associata a plurideficit, e prevede sessioni di simulazione con benda.

I dipendenti hanno conseguito il profilo professionale del personale con funzione di assistenza socio-sanitaria, quindi il possesso di qualifica di Operatore Socio Sanitario (OSS), o qualifica riconosciuta equipollente dallo Stato e dalla Regione Veneto (pag. 65 dell’allegato n.1 alla DGR 2473/04).

Inoltre hanno frequentato i corsi previsti dalla normativa in materia di Sicurezza, Primo Soccorso e Antincendio.

COLLABORATORI ESTERNI: attualmente la cooperativa Luce e Lavoro si avvale della collaborazione di psicomotricisti (Centro Polisportivo Sossai), di musicoterapisti, di operatori qualificati del Centro Pet-therapy dell’ULS n. 20.

COME VIENE ACCOLTO UN NUOVO OSPITE: la cooperativa Luce e Lavoro, sia per quanto riguarda l’accoglimento di un nuovo ospite all’interno del Centro Diurno, sia in relazione a progetti dedicati a persone non vedenti e con minorazioni aggiuntive in ambito provinciale, segue una prassi consolidata che può essere riassunta nelle seguenti fasi:

  • la presa in carico: viene svolta dall’educatrice, in qualità di referente sul territorio, e poi analizzata e discussa in sede di équipe interdisciplinare.

In prima istanza viene fatta un ipotesi di intervento, che è poi sottoposta al vaglio della famiglia e dei servizi territorialmente competenti; da questa prima analisi e ipotesi segue la strutturazione del progetto personale, in accordo con l’art. 14 della legge 8 novembre 2000, n.328.

Per quanto concerne la modalità attuativa dell’intervento, ogni professionista concorre seguendo il  criterio di “suddivisione e intervento per ruoli e funzioni”, in base alla propria formazione specifica. I risultati poi vengono restituiti e discussi in sede di riunioni periodiche.

  • la progettazione del servizio: lo strumento che meglio identifica la realtà di ogni ospite/utente e il percorso formativo ed educativo è il Progetto Personale, che viene studiato e predisposto in collaborazione con l’assistente sociale.

La progettazione educativa è uno degli strumenti fondamentali dei servizi educativi e permette l'interazione tra il servizio stesso, l'utente, l'operatore e la famiglia. Non può essere lasciata all'improvvisazione spontanea o alla sensibilità del singolo, ma deve diventare lo strumento operativo che qualifica maggiormente il servizio e aiuta l'ospite a raggiungere gli obiettivi che più corrispondono ai suoi bisogni.

L'elaborazione di linee guida comuni è un altro degli aspetti importanti per leggere correttamente i bisogni (e successivamente i progressi conseguiti dagli utenti), ed impostare un progetto educativo valido e realizzabile con l'utilizzo, per le osservazioni degli operatori, di linee che siano concordate con i servizi socio-sanitari dell'U.L.S.S. (Scheda ICF, PEI, schede di osservazione predisposte dall'educatrice).

I progetti personalizzati vengono riesaminati almeno annualmente con il coinvolgimento del gruppo di lavoro, dell’assistente sociale e dei familiari, per la verifica del grado di raggiungibilità degli obiettivi in essi definiti.

  • l’erogazione del servizio si esplica attraverso le seguenti fasi:
  1. ammissione al servizio - accoglienza del soggetto
  2. presa in carico del soggetto
  3. gestione del progetto individualizzato
  4. fase di applicazione del progetto
  5. fase di completamento del percorso ed eventuale inserimento in nuovo servizio erogato da altri enti

L’inserimento di nuovi utenti nel centro avviene di concerto con la direzione dei Servizi Sociali dell’U.L.S.S., su proposta dell’Unità Valutativa Multidisciplinare Disabili competente.

Ogni attività viene svolta secondo un’attenta pianificazione con lo scopo di determinare responsabilità e tempistiche nelle varie attività e nei diversi interventi.

La pianificazione, effettuata su base annuale, viene concordata dall’educatrice con il gruppo di lavoro, e può essere rivista ed aggiornata nel momento in cui l’educatrice lo ritenesse necessario.

I centri di interesse, i laboratori e le esperienze che possono svolgersi anche al di fuori del Centro Diurno sono programmati a livello di obiettivi ed attività, e affidati dal Consiglio di Amministrazione agli operatori del centro secondo particolari attitudini da loro manifestate, come pure i momenti di verifica e controllo delle attività stesse.